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Le Chiese

Breve storia delle Chiese


Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo Martire

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La Chiesa di San Lorenzo Martire risale alla seconda metà del XVIII secolo, venne iniziata nel 1786 a seguito dell’ampliamento della ristrutturazione dell’oratorio di Santi Lorenzo e Giacomo, parrocchia dal 1735, è assai spaziosa con una facciata tardo barocca e un campanile coronato a forma di bulbo al modo delle chiese ortodosse russe. La fonte battesimale proviene forse da Precipitano, l’altare dedicato alla Madonna del Rosario è del diciottesimo secolo, nella nicchia c’è una statua della Vergine di inizio novecento, l’altare destro è dedicato a San Giuseppe ed è ornato da una statua di San Giuseppe ottocentesca, sui due lati ci sono le statue in legno dipinto di San Giacomo a sinistra e di Sant’ Agata a destra del tardo diciottesimo secolo, inoltre vi è una pala d’altare conservata in sacrestia. Si tratta di un dipinto che raffigura la Madonna col Bambino contornata dai Santi Giacomo e Lorenzo e in basso dalle Sante Maddalena e Agata con angeli reggenti.
Da segnalare l'importante organo del 1821 realizzato dal Cav. Bianchi e recentemente restaurato.
 


 

Santuario di Nostra Signora delle Grazie ( Loc. Chioccale)

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La Chiesa di Nostra Signora delle Grazie chiamata comunemente chiesa del Chioccale, si trova appunto in località Chioccale, vicino forse dove sorgeva la vecchia chiesa di San Lorenzo di Pompeiana, di cui si ha la prima notizia nel 1307, che fu demolita nel 1576 su ordine del visitatore apostolico.
La chiesa si trova nei pressi della Strada Provinciale 140, fu costruita nel 1836 come ex voto alla Madonna per la fine di un'epidemia di colera, è a croce greca con cupola centrale, è di ridotte dimensioni.
Ha una facciata semplice con un cornicione con la statua di Sant'Espedito in cemento sulla sommità commissionata negli anni '20, il portale è sormontato da un'epigrafe messa nel 1899, nella lunetta c'è una piccola scultura raffigurante San Giuseppe con il Bambino, l'interno ha due altari uno dedicato a Santa Teresa di Lisieux e uno a Sant'Antonio da Padova, l'altare maggiore è sormontato da un tronetto in pietra con l'icona marmorea della Madonna Col Bambino del 1886 sulla base.


 

L’Abbazia benedettina di San Pietro di Precipiano

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Fondata da un abate di Bobbio l'abbazia benedettina di San Pietro di Precipiano, che si trova alla confluenza tra del torrente Borbera nel torrente Scrivia, venne fondata forse tra il 616 e il 636 che mandò una colonia di monaci per fondare una cella, secondo la tradizione la fondazione è da fissare al 722 ad opera del re Longobardo Liutprando (712-744) come forse conferma la scritta "LIUTPRAND REX LONGORBADORUM" presente nell'abbazia fino all'inizio dell' '800, è menzionato per la prima volta in un documento del 983. Nel dicembre 1125 l'arcivescovo di Milano, Olrico sottoponeva l'abbazia di Precipiano e il monastero di San Pietro di Savignone alla giusdizione temporale del vescovo di Lodi. Nel 1157 passò sotto la giurisdizione del vescovo di Tortona, anche se continuò per un certo pperiodo a pagare un censo al vescovo di Lodi. Nell'ambito delle operazioni contro Tortona venne occupato da Pavia, ma nel 1176 per ordine dell'imperatore Federico I Barbarossa nell'ambito alla reintegrazione dei beni confiscati a Tortona venne restituito agli abati. Nel 1196 il papa Celestino III riceveva l'abbazia di Precipiano sotto protezione della Sede Apostolica, confermando il possesso dei suoi beni che erano:
la chiesa di Santa Maria di Montaldo
la chiesa di Sant'Andrea di Rigoroso (Arquata Scrivia)
il monastero San Pietro di Savignone
la cappella di San Michele di Savignone
la cappella di San Salvatore di Savignone
la cappella di San Giacomo del Ponte di Savignone
la chiesa di San Bartolomeo di Vallecalda (Savignone)
la chiesa di Santa Maria di Vaccarezza (Savignone)
la chiesa di Santo Stefano di Regedabio (ora Casella)
la chiesa di San Giorgio di Sarissola (Busalla)
la chiesa di San Martino di Parissone a Vallegge (Crocefieschi)
la chiesa di Sant'Andrea di Caserza (Valbrevenna)
la chiesa di San Salvatore di Pratolungo (Gavi)
la chiesa di Sant'Eusebio di Varinella (Arquata Scrivia)
la chiesa di San Pantaleone di Gazzo
la chiesa di San Martino di Gazzo
la chiesa di Santa Maria di Vicaglione
la chiesa di Sant'Ambrogio di Graiolato
la chiesa di San Pietro di Gambarana

La chiesa di San Paolo di Sartirana
Nel 1125 venne saccheggiato dai genovesi, poi entrò in un periodo imprecisato nell'orbita dei Rati Opizzoni di Castel Ratti  ( Borghetto di Borbera), che fra il 1302 e il 1396 ricoprirono si la carica di abate che sia quella di castellano di Precipiano. Nel 1427 venne unita all'abbazia benedettina della Cervara (Santa Margherita Ligure), dalla quale fu separata nel 1521 all'abbazia olivetana di San Vittore a Milano. Nel 1477 fu visitata dal podestá di Tortonai Leonardo Astolfo che notava:
« [in caso di guerra] ...si potria da essa abbatia dare grandissimo danno. In mezo de dicta insuletta é l'abbatia cum la chexa et una rocheta forte et la torre alta che signoreza il luogo. »
Nel 1785 i beni dell'abbazia vennero venduti a un tal Ballestrero di Genova dato che il re di Sardegna Vittorio Amedeo III aveva ricevuto in feudo Precipiano e Vignole. Il 26 novembre 1792 i monaci lasciavano l'abbazia e le loro dipendenze ecclesiastiche di Variana (Grondona), Varinella (Arquata Scrivia) e Vignole. Agli inizi dell'Ottocento il canonico Bottazzi ci informa che esistiva quasi intatta una sala sotteranea dell'edificio originale dal lui definita perfetta struttura longobarda con pianata a croce latina, navata unica e abside emisferico che era adibita a cantina. I resti dell'abbazia furono distrutti nel  1815, tranne la torre centrale. Nel 1916 intorno alla torre fu costruita Villa Cauvin e il suo parco. Tuttora è immersa nel parco di Villa Cauvin di proprietà privata, non essendo quindi visitabile. È l'edificio più vecchio di tutta la val Borbera ancora esistente.


“Il Castello”

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Vicino alla Parrocchiale di San Lorenzo si trova il cosiddetto "castello" di Vignole, il suo aspetto originario è leggibile nonostante i numerosi rimaneggiamenti, la fortificazione era posta a protezione della via che porta da Vignole a località Mulino, guadata dal Borbera e che portava a monte Spineto e raggiungeva Libarna; si presenta tuttora con una torre quadrata di pietre a vista, come tutta la costruzione, aveva il doppio compito di residenza e di fortificazione, infatti aveva una loggia, la muratura è in bozzette lavorate, che datano il "castello" al XVI-XVII secolo quando Vignole era sotto i feudatari del Ducato di Milano dei Lunati, che controllavano anche il vicino paese di Borghetto di Borbera.


Oratorio di San Paolo (Variano Inferiore)

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Variano Inferiore è costituito da un piccolo nucleo con l’oratorio di pianta rettangolare dedicato a San Paolo, affrescato negli anni 50 con l’intervento del pittore torinese Cesare Secchi. Le case si allineano lungo la strada, lasciando intravedere i segni del passato: archi, portali, finestrelle con architrave, volte.
 


Confraternita di S. Giacomo Maggiore di Vignole Borbera


Esiste un atto notarile del 10 gennaio 1586 con cui i membri della Confraternita di S. Giacomo in Vignole Borbera acquisisce il diritto di sepoltura nella chiesa dell’Abbazia di S. Pietro di Precipiano
Il 28 giugno 1576 Gerolamo Ragazzoni Vescovo di Famagosta, in visita apostolica all’ Oratorio dei Santi Lorenzo e Giacomo di Vignole, dai verbali della medesima risulta che non possedeva alcun reddito certo ed era curato dai Confratelli dei Disciplinati. Vi si celebrava una volta alla settimana nei giorni festivi, da un monaco dell’Abbazia di S. Pietro di Precipiano da cui l’Oratorio dipendeva. Il visitatore prescrive che sia ampliato l’altare troppo angusto e che sopra di esso sia posto il baldacchino, siano provveduti tre corporali e purificatoi. I confratelli si provvedano delle Regole milanesi e le stesse siano eseguite.
A quel tempo gli abati di Precipiano, provenivano dalla famiglia dei Rati Opizzoni, nobili tortonesi e dominavano la valle di Publeto, cioè lla parte bassa della Val Borbera, fino a Precipiano e Varinella
Il 29 giugno 1576 il suddetto Vescovo visitava poi la chiesa campestre di S. Lorenzo di Pompeiana di Vignole, situata sulla riva destra del Borbera, il quale rinveniva la suddetta chiesa in completa rovina, con nessuna possibilità di restaurarla. Il visitatore ordinava che sia demolita e nel luogo sia posta una croce, al fine di evitare che possa essere convertita in usi sordidi. Il visitatore ordinava ancora che il materiale della chiesa di S. Lorenzo fosse usato per costruire la nuova chiesa al di là del fiume Borbera.
Prima del 1593 presso l’oratorio vecchio, se n’era fabbricato uno nuovo: vi era anche una cappelletta campestre, cosi negli atti della Visita pastorale del 1600, sotto il titolo di S. Lorenzo, essa pure antica e anteriore al 1500, che possedeva 28 pertiche di terra.
Il 22 settembre 1669, il Vescovo di Tortona Monsignor Carlo Settala, visitava l’Oratorio dei Santi Giacomo e Lorenzo della terra di Vignole, annesso alla Chiesa Parrocchiale di S. Pietro di Precipiano, nel quale si celebra per devozione e comodità di popolo.
In questo Oratorio vi è la Confraternita dei Disciplinanti, i quali vestono cappa bianca e sono in numero di 90: recitano gli uffici della Beata Vergine Maria ad ogni festa e ordinava come segue: Ogni anno si mutino gli Officiali nella festa della Pentecoste alla presenza del P. Curato. Intervenghino li Confratelli con la cappa non solo all’ officio, ma anche alle processioni che si faranno alla parrocchia.
Il priore mandi ogni festa due confratelli ad assistere alla Dottrina Cristiana
La popolazione di Vignole che desiderava avere la parrocchia in loco e promosse perciò trattative con la Curia Vescovile e con la Sacra Congregazione del Concilio. Esito di esse furono le convenzioni del 3 maggio 1735 tra il parroco di S. Pietro ed i monaci da una parte, e la comunità di Vignole dall’altra. Fra le altre si conveniva che il parroco monaco dovesse tenere la residenza in Vignole ed esercitarvi cura d’anime nella chiesa di S. Giacomo, e farvi tutte le funzioni solite come nella parrocchiale di S. Pietro di Precipiano; la comunità provvedesse a sue spese il battistero ed il luogo delle sepolture, restando però agli abitanti di farsi battezzare e seppellire nella chiesa di Precipiano e viceversa; che le confraternite esistenti nei due luoghi si fondessero in una sola (S. S. Sacramento, della Beata Vergine del Santo Rosario, della Beata Vergine del Carmine, Della Dottrina Cristiana), per essere poi regolate da un solo Priore, sotto Priore e Tesoriere, la Curia poi aggiunse che i parrocchiani ampliassero la chiesa di S. Giacomo.
Venne poi eretta una nuova chiesa, ma sotto il titolo di S. Lorenzo Martire, eretta nel 1786. Il 26 novembre 1792 i monaci lasciarono l’abbazia di S. Pietro di Precipiano e con decreto di Mons. Maurizio Pei retti fu eretta formalmente la parrocchiale di Vignole.
In Vignole vi era anche un Monte di Pietà, o frumentario, che nel 1820 ascendeva a staia 130 di frumento. (il locale è situato nel sottotetto al piano superiore della sagrestia, ora adibito a museo.
Oggi A. D. MMVII, la Confraternita di S. Giacomo Maggiore si compone di circa 40 fra confratelli e consorelle.
Bibliografia. G. Goggi Storia dei comuni e delle Parrocchie della Diocesi di Tortona, L. Tacchella: Vignole Borbera e il monastero benedettino di S S S. Pietro di Precipitano nella storia - Libarna,l’acquedotto romano di Rigoroso e la via Postumia.Opuscolo del 50° anno di sacerdozio di Don Carlo Pesci di Vignole Borbera 29 agosto 1925, archivio storico del Comune di Vignole borbera..


Enrico Caretti


Tra storia e leggenda

Come è noto la religione cristiana potè essere liberamente professata dal popolo solo in epoca successiva al 313 d.C. data dell'editto di Costantino.
Tuttavia in regioni periferiche, come quella della nostra zona, tra popolazioni che nonostante i contatti con la civiltà romana vivevano prevalentemente nelle campagne, la diffusione dei nuovo culto cristiano è databile in un'epoca imprecisata, ma certamente successiva di circa due secoli rispetto alla proclamata libertà di culto.
A questo proposito è degna di nota una leggenda che riguarda i nostri territori. Il monaco Giona, del monastero di Bobbio, autore della vita di S. Colombano, nella leggenda che egli scrisse sulla vita dell'abate S. Bernulfo, morto nel 640, racconta questo episodio che deve essere accaduto poco prima dell'anno 624.
Prima ancora che prendesse a regnare Ariovaldo (re dei Longobardi: 626-637) sotto il suo predecessore Adavaldo, il beato Attala successo a S. Colombano nel governo della Badia Bobbiese e passato agli eterni riposi il 10 marzo 624, mandò alla città di Tortona un monaco, chiamato Meroveo, il quale per adempiere all'ufficio commessogli, un giorno si allontanò dalla città e si diresse ad una certa Villa posta sulle sponde dello Scrivia.
Quivi veduto un tempio sacro agli Dei pagani, fatto di rami d'albero intrecciati assieme alla meglio, vi appiccò il fuoco e lo mandò in cenere.
Ma ciò non fu tollerato in pace dagli adoratori di quel tempio, i quali preso Meroveo lo batterono a lungo con nodosi bastoni e poi conciato in quel modo si sforzarono di sommergerlo nel fiume; ma l'onda non osò ingoiarlo, quantunque egli fosse pronto a morire per quella causa.
Il teatro dei caso prodigioso, secondo illustri storici tra cui precipuamente l'abate Placido Lugano, fu Precipiano in cui poi evidentemente fu inviata una colonia di monaci per evangelizzare quelle popolazioni.

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